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La Libreria della Signora Francese
C'era una volta una bambina povera che amava leggere, ma i
libri non poteva comprarli. Per fortuna aveva una vicina di casa, una Signora
Francese, che la capiva e cominciò a prestarle i libri della sua libreria:
una libreria modesta, a due ante, alta neanche due metri con le porte a vetri
smerigliati, ma per la bambina il mondo si apriva davanti alle porte di quella
libreria.
La vicina gliene dava uno alla volta e quando lo aveva finito, la bimba ne andava
a prendere un altro. Un giorno la Signora gliene diede uno della Biblioteca dei
Miei Ragazzi di cui ne aveva forse una trentina: l'amore per la lettura divenne
una passione travolgente. Ricorda ancora l'emozione e l'ansia che provava allo
schiudersi delle porte della libreria e il piacere di avere nelle sue mani un
nuovo volume dei Miei Ragazzi e il desiderio struggente che le appartenesse.
Li lesse e rilesse tutti una estate, senza scendere a "fare il chiasso"
con i suoi amichetti. Molti li lesse nascosta sotto la siepe di un giardino
in via Gino Rocchi a Bologna. Si nascondeva da sua madre che aveva sempre qualcosa
da farle fare: si sa che le bambine povere hanno tante cose da fare in casa:
far le commissioni, rigovernare, rassettare, stirare, e ... studiare...
Ma lei viveva con Editta di Ferlac, con Berengaria di Colfiorito e la vita era
fiabesca.
E poi?... e poi il tempo è passato ... la bimba ha traslocato in un altro
quartiere ... un'altra città ... un altro Paese: la Signora Francese è morta
... chissà dove sarà andata a finire la sua libreria.
Finchè un giorno, dopo molti anni, la bambina che nel frattempo, come
nelle sue storie mai dimenticate, era diventata una ricca signora e il cui amore
per i libri non era mai diminuito trovò per caso da un libraio (non passava
mai davanti a una libreria senza entrare o ad una bancarella di libri usati senza
fermarsi a guardare) tutti i libri della Biblioteca dei Miei Ragazzi, che col
passar del tempo erano diventati rari e costosi libri da collezionismo.
Fu come trovarsi di nuovo davanti alla libreria della Signora
Francese e poterli riprendere in mano: senza battere ciglio davanti al prezzo
tirò fuori il libretto degli assegni e li comprò tutti. Poi, andò da
un falegname, si fece fare una libreria con le porte a vetri smerigliate come
se la ricordava, ci mise dentro i libri e finalmente non dovette restituirli.
* * * *
Questo sito è dedicato alla Signora Berenice de Ambrogi,
una signora francese che visse a Bologna e a tutti coloro che sanno ritrovare
la loro infanzia nelle pagine di un libro.
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and they lived happily ever after
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With thanks to the many contributors who wish
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(Istanbul, March 2002)
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